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Questa organizzazione è riconosciuta a livello internazionale ed è diventata partner ufficiale del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) nel 2007.
Gli oli alimentari occupano un posto importante in un'alimentazione varia, ma non tutti presentano lo stesso profilo di acidi grassi né gli stessi utilizzi in cucina. Olio d'oliva, colza, noci… Questa guida ti aiuterà a comprendere meglio le loro differenze e a scegliere gli oli più adatti alle tue abitudini e alle tue preparazioni culinarie.
Di Anaïs MARANDEL,Diestista
9 minuti
9 minuti
Olio d'oliva, olio di colza, olio di noci… La varietà di oli vegetali non manca di certo! Ma di fronte a così tante possibilità, non è sempre facile sapere quale mettere nel carrello. Eppure, gli oli alimentari svolgono un ruolo fondamentale nella vita quotidiana, nell'ambito di un'alimentazione equilibrata. Non tutti presentano la stessa composizione in acidi grassi né la stessa resistenza al calore. Quindi, quale olio scegliere in base alle proprie esigenze e ai diversi utilizzi in cucina?
Un olio alimentare è un grasso estratto da un vegetale: frutto, seme o frutta a guscio. A seconda della pianta utilizzata, la sua composizione varia, in particolare per quanto riguarda gli omega-3, omega-6 e omega-9.
Gli oli più comuni
Olio d'oliva: ricco di omega-9, con un sapore più o meno fruttato a seconda della varietà.
Olio di colza: interessante per il suo contenuto di omega-3 (ALA).
Olio di noci: ricco di acidi grassi polinsaturi, con un sapore intenso.
Olio di lino: particolarmente ricco di omega-3.
Olio di girasole: generalmente ricco di omega-6, ad eccezione di alcune varietà alto oleiche, più ricche di omega-9.
Spremuto a freddo, vergine o raffinato: quali sono le differenze?
Non tutti gli oli vengono ottenuti allo stesso modo. Un olio vergine viene estratto esclusivamente mediante procedimenti meccanici, senza trattamenti chimici. Quando viene ottenuto tramite spremitura afreddo, l'estrazione avviene limitando l'aumento della temperatura, permettendo così di preservare meglio gli aromi e alcuni composti naturalmente presenti nell'olio [1].
Al contrario, un olio raffinato viene sottoposto a diverse fasi di lavorazione destinate a eliminare alcune impurità, odori o sapori. Generalmente presenta un gusto più neutro e una maggiore stabilità, soprattutto al calore.
Il metodo di estrazione influisce quindi sia sul gusto che sulla composizione e sull'utilizzo di un olio: è un criterio interessante da considerare al momento della scelta.
QUALE OLIO SCEGLIERE IN BASE ALL'UTILIZZO?
Per i condimenti
Alcuni oli sono particolarmente interessanti da utilizzare a crudo. Innanzitutto per il loro sapore: l'olio di noci, di nocciole o d'oliva conferisce facilmente una nota aromatica alle insalate e ai piatti.
Ma l'utilizzo a crudo permette anche di preservare meglio gli oli più sensibili al calore, in particolare quelli ricchi di acidi grassi polinsaturi, maggiormente soggetti all'ossidazione.
Infine, evitare di riscaldarli consente anche di preservare meglio alcuni composti naturalmente presenti negli oli, come la vitamina E, anch'essa termosensibile.
Per la cottura
Non tutti i grassi resistono allo stesso modo all'aumento della temperatura. Sotto l'effetto di un calore eccessivo, gli acidi grassi più sensibili si ossidano e generano composti indesiderati [2]:
TIPO DI COTTURA
TEMPERATURA INDICATIVA
OLI DA PREFERIRE
PROFILO DI ACIDI GRASSI PREDOMINANTE
Cottura delicata / Stufatura
Fino a 160-180 °C
Olio d'oliva, olio di avocado, olio di sesamo raffinato
Principalmente acidi grassi monoinsaturi (omega-9) per l'oliva e l'avocado; maggiore presenza di omega-6 per il sesamo
Rosolatura / Cottura ad alta temperatura
Oltre 180 °C
Olio di girasole alto oleico, olio di cocco
Omega-9 per gli oli alto oleici; acidi grassi saturi per l'olio di cocco
Esclusivamente a crudo
0 °C (senza riscaldamento)
Olio di colza, olio di noci, olio di lino, olio di semi di zucca
Più ricchi di acidi grassi polinsaturi, in particolare omega-3 e/o omega-6, con una quota importante di omega-9 anche per l'olio di semi di zucca
💡 Buono a sapersi: quando un olio inizia a fumare, significa che è stato riscaldato oltre la temperatura raccomandata. In questo caso, è preferibile evitare di continuare la cottura con quell'olio.
PERCHÉ VARIARE GLI OLI ALIMENTARI?
Non tutti gli oli apportano gli stessi acidi grassi. Variarli permette quindi di diversificare l'apporto di tre grandi famiglie [3]:
Gli omega-3: comprendono in particolare l'ALA (acido alfa-linolenico), un acido grasso di origine vegetale definito essenziale perché l'organismo non è in grado di produrlo autonomamente.
Gli omega-6: comprendono in particolare l'acido linoleico, anch'esso essenziale e quindi da assumere attraverso l'alimentazione.
Gli omega-9: rappresentati principalmente dall'acido oleico, possono essere prodotti dall'organismo e non sono quindi considerati essenziali.
Piuttosto che cercare un olio «perfetto», l'ideale è variare gli oli nella propria alimentazione quotidiana. Un modo semplice per diversificare l'apporto di acidi grassi, alternando allo stesso tempo i sapori.
💡 Scopri il ruolo dei diversi acidi grassi e la loro importanza nell'alimentazione nel nostro articolo dedicato: «I lipidi: quali sono le loro funzioni e dove trovarli?».
COME CONSERVARE CORRETTAMENTE GLI OLI ALIMENTARI?
Con il tempo, gli oli possono ossidarsi, ovvero degradarsi e perdere progressivamente le loro qualità gustative e nutrizionali. Tre fattori accelerano particolarmente questo fenomeno:
L'aria: più un olio è esposto all'ossigeno, maggiore è il rischio che si ossidi e sviluppi un sapore rancido.
La luce: può accelerare la degradazione di alcuni composti naturalmente presenti nell'olio.
Il calore: favorisce anch'esso l'ossidazione e riduce il tempo di conservazione.
💡 Una buona abitudine: conserva gli oli ben chiusi, al riparo dalla luce e dalle fonti di calore. Per gli oli più delicati, come l'olio di noci o di lino, può essere consigliabile conservarli in frigorifero dopo l'apertura.
FOCUS SUI NOSTRI OLI ALIMENTARI BIO
Alcuni oli possono essere consumati anche sotto forma di integratori alimentari. Un formato pratico per integrare l'alimentazione con acidi grassi, beneficiando delle caratteristiche specifiche di ciascun olio. Da Amoseeds abbiamo selezionato diversi oli Bio, estratti mediante prima spremitura a freddo e proposti sotto forma di capsule.
Olio di Nigella Bio
OLIO DI NIGELLA BIO | 90 CAPSULE
OLIO DI NIGELLA BIO | 90 CAPSULE
Favorisce la salute cardiovascolare
Titolato al 59% di acido linoleico
Estratto mediante prima spremitura a freddo
Capsule molli 100% vegetali, dal gusto e odore neutri
L'olio dinigella è particolarmente apprezzato per la sua ricchezza di acidi grassi insaturi e per il suo utilizzo tradizionale a favore del benessere digestivo e delle difese naturali. È inoltre oggetto di studi per il suo potenziale ruolo nell'equilibrio del colesterolo e della glicemia, nonché per i suoi effetti sulla pelle e sui capelli.
Olio di Semi di Zucca Bio
OLIO DI SEMI DI ZUCCA BIO | 180 CAPSULE
OLIO DI SEMI DI ZUCCA BIO | 180 CAPSULE
Aiuta a rafforzare e proteggere la prostata
Contribuisce al benessere urinario e alla salute della vescica
Ricco di omega-6 e omega-9, aiuta a mantenere livelli normali di colesterolo
L'olio di semi di zucca è tradizionalmente apprezzato per il suo contributo al benessere urinario e al buon funzionamento della prostata. Grazie alla sua ricchezza di acido linoleico, contribuisce inoltre al mantenimento di livelli normali di colesterolo nell'ambito di un'alimentazione equilibrata.
Olio di Enotera e Borragine Bio
OLIO DI ENOTERA E BORRAGINE BIO | 90 CAPSULE
OLIO DI ENOTERA E BORRAGINE BIO | 90 CAPSULE
Associazione di due oli complementari di alta qualità
L'olio di enotera e l'olio di borragine, naturalmente ricchi di GLA (acido gamma-linolenico), sono particolarmente studiati per il loro interesse nel benessere femminile, nell'equilibrio del ciclo mestruale e per la pelle. Il loro profilo di acidi grassi insaturi li rende interessanti anche nell'ambito del mantenimento di livelli normali di colesterolo.
Non esiste un unico miglior olio alimentare: ciascuno presenta caratteristiche e utilizzi specifici. La buona abitudine resta quella di variare gli oli, scegliendo quelli adatti alla cottura o alle preparazioni a crudo, per diversificare l'apporto di acidi grassi attraverso l'alimentazione.
Anaïs Marandel, Dietista Nutrizionista
Dietista diplomata e formata in cucina, Anaïs unisce competenze nutrizionali e savoir-faire culinario per creare e sviluppare integratori alimentari e superalimenti Bio presso Amoseeds. Animata dalla sua passione per la cucina e il benessere, mette la sua esperienza al servizio dei consumatori per offrire loro soluzioni naturali, efficaci e accessibili nella vita quotidiana.
Sì, è assolutamente possibile combinare diversi oli alimentari, soprattutto per preparare una vinaigrette. Questo permette di unire sapori differenti e diversificare i profili di acidi grassi. Ad esempio, si può abbinare un olio dal gusto neutro (colza, vinaccioli…) a un olio più aromatico (noci, nocciole…) per equilibrare i sapori e, allo stesso tempo, variare i profili di acidi grassi.
Si può cucinare con l'olio d'oliva?
Sì, l'olio d'oliva può essere utilizzato per numerosi tipi di cottura. La sua ricchezza di acidi grassi monoinsaturi, principalmente acido oleico, gli conferisce una buona stabilità. Come per tutti gli oli, è comunque preferibile evitare di riscaldarlo fino al suo punto di fumo.
Un olio spremuto a freddo è necessariamente migliore?
Non necessariamente. Un olio spremuto a freddo subisce poche trasformazioni e permette, in particolare, di preservare i suoi aromi e alcuni composti naturalmente presenti. Un olio raffinato può tuttavia presentare una maggiore stabilità per determinati utilizzi ad alte temperature. La scelta dipende quindi soprattutto dall'utilizzo previsto.
Come capire se un olio alimentare è ossidato?
Un olio ossidato sviluppa generalmente un odore o un sapore rancido, talvolta descritto come acre o sgradevole. L'aria, la luce e il calore accelerano
È necessario conservare tutti gli oli in frigorifero?
No. Molti oli possono essere conservati semplicemente in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce. Tuttavia, gli oli particolarmente ricchi di acidi grassi polinsaturi, come l'olio di lino o di noci, sono più sensibili all'ossidazione e possono richiedere la conservazione in frigorifero dopo l'apertura.
Perché alcuni oli diventano torbidi in frigorifero?
Il freddo può provocare la naturale cristallizzazione di alcuni acidi grassi presenti in un olio, conferendogli un aspetto torbido o causando la formazione di un deposito. Questo fenomeno non indica necessariamente un deterioramento: generalmente l'olio ritrova il suo aspetto abituale quando torna gradualmente a temperatura ambiente.
Si può riutilizzare più volte un olio da cucina?
Un olio riscaldato ripetutamente subisce progressivamente delle modificazioni dovute al calore e all'ossidazione. Per la cucina quotidiana, è quindi preferibile evitare di riutilizzarlo troppe volte e sostituirlo quando cambia odore, colore o consistenza, oppure quando inizia a produrre fumo in modo anomalo.
RIFERIMENTI
[1] Sookwong P, Yuenyong J, Bennett C. Bioactive Constituents in Cold-Pressed Plant Oils: Their Structure, Bioactivity and Chromatographic Analysis. J Oleo Sci. 2024
[2] Abrante-Pascual S, Nieva-Echevarría B, Goicoechea-Oses E. Vegetable Oils and Their Use for Frying: A Review of Their Compositional Differences and Degradation. Foods. 2024
[3] EFSA - Abeywardena MY and Head RJ, 2001. Longchain n-3 polyunsaturated fatty acids and blood vessel function. Cardiovasc. Res. 52, 361–371.
Questo articolo è stato redatto dalle nostre dietiste e tradotto dal francese tramite una piattaforma di traduzione.