Il glutine: buono o cattivo per la salute?
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Il glutine è una proteina presente in molti alimenti, ma suscita opinioni contrastanti sui suoi effetti sulla salute. Se per alcuni rappresenta un rischio, per altri non è nocivo. Questo articolo offre un’analisi scientifica sul glutine, i suoi effetti sulla salute e perché è spesso controverso nelle diete moderne. Scopri la verità sul glutine e chi dovrebbe evitarlo.
Il termine "glutine" non indica una singola molecola, ma un insieme di proteine (principalmente la gliadina e la glutenina) che si trovano nei cereali della famiglia delle graminacee, in particolare grano, orzo e segale. Queste proteine sono idrofobe e insolubili in acqua, il che conferisce loro proprietà fisiche uniche nel mondo vegetale.
Nell’industria agroalimentare e nella panificazione, il glutine è un alleato prezioso. È un legante naturale che conferisce all’impasto la sua elasticità e plasticità. È grazie a lui che il pane può lievitare e mantenere la sua struttura ariosa dopo la cottura. Si trova quindi ovunque: nel pane, nella pasta, nei prodotti da forno, ma anche come additivo in molti prodotti trasformati (salse, piatti pronti) per migliorare la consistenza.
Per le persone affette da celiachia, il glutine è strettamente vietato. Non si tratta di una semplice intolleranza, ma di una malattia autoimmune cronica. Quando una persona celiaca consuma glutine, il suo sistema immunitario attacca la parete dell’intestino tenue, distruggendo i villi intestinali [2]. Questa distruzione impedisce l’assorbimento dei nutrienti e può portare a gravi carenze se non viene diagnosticata in tempo.
Più frequente della celiachia, la sensibilità al glutine non celiaca riguarda individui che risultano negativi ai test per allergia e celiachia, ma che avvertono un netto miglioramento adottando una dieta senza glutine. I sintomi di intolleranza o sensibilità al glutine includono spesso gonfiore, dolori addominali cronici e una stanchezza persistente dopo i pasti [3].
È fondamentale non confondere l’allergia al grano con gli altri disturbi. L’allergia è una reazione immunitaria immediata alle proteine del grano. Può provocare reazioni respiratorie o cutanee, a differenza dell’intolleranza che colpisce principalmente la sfera digestiva.
Glutine e digestione non vanno sempre d’accordo. Nei soggetti sensibili, la digestione incompleta di alcune frazioni del glutine (i peptidi della gliadina) può innescare una risposta infiammatoria. Ciò si traduce in disturbi funzionali come diarrea, stitichezza o gas eccessivi. Questi effetti del glutine sulla salute digestiva incidono direttamente sulla qualità della vita e sul comfort intestinale.
Le ricerche recenti suggeriscono che il glutine potrebbe influenzare la permeabilità intestinale, anche in alcuni individui sani, stimolando il rilascio di zonulina, una proteina che regola le giunzioni serrate dell’intestino [4]. Questo fenomeno, quando è eccessivo, può compromettere la salute intestinale, favorendo uno stato di infiammazione e uno squilibrio della flora (disbiosi).
Per chi convive con una patologia accertata, l’alimentazione senza glutine è l’unico "trattamento" efficace. Fortunatamente, molti cereali e pseudo-cereali sono naturalmente privi di questa proteina: riso, mais, grano saraceno, quinoa e miglio. Queste alternative permettono di mantenere un’alimentazione ricca di fibre e minerali.
Molte persone adottano oggi una dieta senza glutine per scelta personale, alla ricerca di un migliore benessere digestivo. Sebbene la scienza non giustifichi l’esclusione totale per le persone in perfetta salute, alcuni riferiscono una riduzione dell’infiammazione generale e una migliore energia.
È comunque consigliato non sostituire il glutine con prodotti industriali "senza glutine", spesso troppo ricchi di zuccheri e grassi, ma privilegiare alimenti non trasformati.
Il glutine non è intrinsecamente "dannoso" per la salute umana in modo universale. Rappresenta un rischio vitale per i celiaci e un forte disagio per le persone sensibili. Tuttavia, per la maggior parte della popolazione, rimane una fonte di proteine vegetali consumabile senza pericolo nell’ambito di un’alimentazione varia.
No. Causa problemi solo alle persone affette da celiachia, sensibilità al glutine non celiaca o allergia al grano. Per gli altri è ben tollerato.
Nei soggetti sensibili provoca un’infiammazione intestinale, disturbi digestivi e talvolta manifestazioni extra-digestive come mal di testa o dolori articolari.
Alcune persone notano un miglioramento del comfort digestivo e del livello di energia, poiché l’eliminazione del glutine porta spesso a ridurre i prodotti ultra-trasformati a favore di alimenti più naturali.
Assolutamente no. La maggior parte delle persone possiede gli enzimi e la barriera intestinale necessari per gestire il glutine senza alcuna reazione infiammatoria.
[1] Fasano, Alessio. « Le gluten : un ennemi invisible ? » Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, vol. 59, 2014, pp. 3-7.
[2] Ludvigsson, Jonas F., et al. « The Oslo Definitions for Coeliac Disease and Related Terms. » Gut, vol. 62, no. 1, 2013, pp. 43-52.
[3] Catassi, Carlo, et al. « Non-Celiac Gluten Sensitivity: The New Frontier of Gluten Related Disorders. » Nutrients, vol. 5, no. 10, 2013, pp. 3839-3853.
[4] Drago, Sandro, et al. « Gliadin, Zonulin and Gut Permeability: Effects on Celiac and Non-Celiac Intestinal Mucosa and Intestinal Cell Lines. » Scandinavian Journal of Gastroenterology, vol. 41, no. 4, 2006, pp. 408-419.