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Arpagofito: controindicazioni e guida

Conosciuto da secoli per i suoi effetti benefici sulle articolazioni e sulla digestione, l’arpagofito è una pianta potente da usare con consapevolezza. In questa guida, scopri come integrarlo in modo sicuro nella tua routine per sostenere il tuo benessere quotidiano.

Di Sarah QUIGNON, Dietista
5 minuti
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L’arpagofito, chiamato anche artiglio del diavolo, è una pianta le cui radici vengono comunemente integrate nei complementi alimentari. Sebbene possa avere proprietà interessanti per la salute, è importante essere consapevoli di alcuni effetti indesiderati che un utilizzo scorretto può causare. Questo articolo propone una guida pratica per beneficiare delle virtù dell’arpagofito in modo sicuro ed efficace.

Sommario

RICHIAMO SULL’ARPAGOFITO E LE SUE PROPRIETÀ

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L’arpagofito (Harpagophytum procumbens) è una pianta originaria dell’Africa australe. Sono principalmente le sue radici, ricche di arpagosidi, ad essere utilizzate in fitoterapia. Tradizionalmente, l’arpagofito è soprattutto conosciuto per contribuire a [1] [2]:

  • mantenere la mobilità e la flessibilità delle articolazioni,
  • sostenere il comfort digestivo e l’attività del fegato,
  • favorire l’appetito grazie al suo gusto naturalmente amaro.

🖋️Se desiderate saperne di più sui benefici e sull’utilizzo dell’arpagofito, potete consultare la nostra guida fitoterapia.

LE CONTROINDICAZIONI DELL’ARPAGOFITO

Come per molte piante attive, l’arpagofito deve essere utilizzato con prudenza in alcune situazioni. Secondo le raccomandazioni delle autorità sanitarie, il suo consumo è sconsigliato in caso di ulcera gastro-duodenale, di calcoli biliari o di disturbi della cistifellea, di reflusso gastroesofageo importante. [3]


Infatti, l’arpagofito agisce sulla sfera digestiva e può stimolare alcune secrezioni digestive. Nelle persone che presentano questi disturbi, il suo utilizzo potrebbe aggravare i sintomi.

In caso di dubbio o di patologia digestiva nota, è quindi preferibile chiedere il parere di un professionista sanitario prima di consumarlo.

QUALI INTERAZIONI BISOGNA EVITARE?

Possono esistere anche alcune interazioni farmacologiche. L’arpagofito potrebbe in particolare interagire con i trattamenti anticoagulanti [4] e con alcuni farmaci metabolizzati dal fegato. A titolo precauzionale, le persone che seguono un trattamento medico devono chiedere consiglio al proprio medico prima di iniziare un ciclo.

CHI DEVE EVITARE L’ARPAGOFITO?

Alcune popolazioni sono invitate a evitare l’utilizzo di complementi a base di arpagofito, in particolare:

  • le donne in gravidanza o in allattamento, per mancanza di dati scientifici sufficienti,
  • i bambini e adolescenti
  • e le persone che soffrono di patologie digestive o biliari.

ELENCO DEGLI EFFETTI COLLATERALI DELL’ARPAGOFITO

Quando viene consumato nelle quantità raccomandate, l’arpagofito è generalmente ben tollerato. Tuttavia, alcuni effetti collaterali possono talvolta comparire, soprattutto in caso di sovraconsumo o di sensibilità individuale:

  • disturbi digestivi (nausea, dolori addominali, diarrea),
  • mal di testa o vertigini,
  • reazioni cutanee nelle persone sensibili.

Questi effetti restano piuttosto rari e generalmente scompaiono interrompendo il complemento. Se i sintomi persistono, è consigliato consultare un professionista della salute.

LA NOSTRA GUIDA PER CONSUMARE AL MEGLIO L’ARPAGOFITO

L’arpagofito viene oggi consumato principalmente sotto forma di complementi alimentari, in particolare in capsule o estratti, che permettono un dosaggio preciso in principi attivi. Per beneficiare dei suoi effetti limitando i rischi di disagio digestivo, si raccomanda di rispettare le quantità consigliate e di privilegiare dei prodotti di qualità, idealmente provenienti da agricoltura biologica. Come ogni complemento alimentare, si inserisce nell’ambito di un’alimentazione equilibrata e di uno stile di vita sano.

Da Amoseeds, vi proponiamo l’arpagofito nella sua forma più comune e adatta: in capsule. Altamente titolato in arpagosidi, i suoi principali principi attivi, il nostro prodotto vi permetterà di beneficiare di tutti i suoi vantaggi.

ARPAGOFITO BIO | 60 CAPSULE

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  • 💊 Dosaggio: 2 capsule al giorno
  • 🕒 Momento ideale: a colazione o pranzo
  • 🗓️ Ciclo: 2 settimane (digestione), 4 settimane (articolazioni)
  • 🥤 Pratico e rapido da consumare
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ESISTONO ALTERNATIVE ALL’ARPAGOFITO?

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CURCUMA BIO, CON ZENZERO | 120 CAPSULE

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  • Aiuta a mantenere la salute e la mobilità delle articolazioni
  • Favorisce la digestione e contribuisce alla salute del fegato
  • Aiuta a mantenere una buona salute cardiovascolare
  • Formula altamente concentrata in Curcuma e Zenzero Bio
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Ideale per alleviare dolori articolari e muscolari, la curcumina presente curcuma contribuisce a proteggere la salute delle articolazioni migliorandone la flessibilità. La curcuma è utile anche per il comfort digestivo e per stimolare la produzione di bile.

Spirulina Bio

SPIRULINA BIO, 17% FICOCIANINA | 400 COMPRESSE

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  • Fornisce energia e aiuta a ridurre la stanchezza
  • Aiuta a regolare l'appetito
  • Favorisce l'aumento della massa muscolare
  • Ricca di proteine, ferro e ficocianina
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Per gli sportivi che cercano di recuperare al meglio dopo una sessione di allenamento, ecco un’associazione di prodotti che potrebbe piacervi: l’arpagofito e la spirulina con il 17% di ficocianina. L’arpagofito aiuterà a migliorare il comfort articolare e la flessibilità dei tendini, mentre la spirulina, ricca di proteine e ferro, contribuirà a mantenere o sviluppare la massa muscolare, donando al corpo tono e vitalità.

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Sarah QUIGNON Dietista Nutrizionista

Laureata in dietetica e comunicazione, Sarah è Responsabile della Nutrizione e dello Sviluppo Prodotti presso Amoseeds, specialista in superalimenti e integratori alimentari Bio. Mette così la sua esperienza in nutrizione e redazione al servizio dei consumatori, accompagnandoli nella loro ricerca di benessere quotidiano.

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Quale parte dell’arpagofito viene utilizzata nei complementi alimentari?

Nei complementi alimentari, vengono utilizzate principalmente le radici secondarie dell’arpagofito, naturalmente ricche di arpagosidi, i principali composti attivi della pianta. Queste radici vengono generalmente essiccate poi trasformate in polvere o in estratto, per ottenere capsule o compresse che permettono un dosaggio preciso e standardizzato.

Qual è la composizione caratteristica dell’arpagofito?

L’arpagofito contiene diversi composti naturali, tra cui gli arpagosidi, considerati i suoi principi attivi principali. La pianta contiene anche iridoidi, flavonoidi e composti amari. Questa composizione spiega il suo utilizzo tradizionale per sostenere il comfort articolare, la digestione e il funzionamento del fegato.

Dopo quanto tempo si avvertono gli effetti dell’arpagofito?

Il tempo d’azione può variare a seconda delle persone e dell’utilizzo ricercato. In generale, gli effetti sul comfort digestivo possono comparire dopo circa 2 settimane di ciclo. Per il comfort articolare, le monografie sanitarie indicano spesso un ciclo di circa 4 settimane, per lasciare il tempo ai principi attivi della pianta di agire progressivamente.

Si può assumere l’arpagofito tutti i giorni?

Il consumo continuo di arpagofito non è generalmente raccomandato a lungo termine, poiché può talvolta causare dei fastidi gastrici in alcune persone. È preferibile consumarlo sotto forma di ciclo, generalmente fino a 4 settimane, seguite da una pausa di circa 2 settimane prima di eventualmente riprendere l’assunzione.

RIFERIMENTI

[1] Monografia sanitaria EMA - Assessment report on Harpagophytum procumbens DC. and/or Harpagophytum zeyheri Decne., radix

[2] Monografia sanitaria Health Canada - Harpagophytum

[3] Monografia sanitaria OMS - Harpagophytum

[4] VIDAL - Fitoterapia : Harpagophytum

Questo articolo è stato redatto dalle nostre dietiste e tradotto dal francese tramite una piattaforma di traduzione.

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